domenica 14 giugno 2026

ERBARIO MAGICO E BESTIARIO FANTASTICO TRA RICAMO, ARTE E DIDATTICA E-TWINNING (laboratorio per i ragazzi)

Nell’ultimo mese di scuola, la mia classe ha avuto la grande fortuna di accogliere due giovani professori tirocinanti davvero fichissimi: Miriam Cascetti e Mattia di Eusebio. Tra noi si è creata da subito una bellissima sintonia che ci ha permesso di guidare i ragazzi in un viaggio creativo intenso, divertente e profondamente formativo. La sfida più grande? Abbiamo imparato a ricamare con ago e filo... senza riportare feriti!

Insieme abbiamo sviluppato il progetto eTwinning ideato dalla prof.ssa Franca Di Eusebio, dal titolo evocativo: "The Thread that unites: the season of nature and imagination", un percorso dedicato al tema affascinante degli animali e delle piante fantastiche.

Lavorare a sei mani con Miriam e Mattia è stata un’esperienza stimolante sia per me che per gli alunni: abbiamo unito idee, competenze e tanta energia, riuscendo a fare didattica divertendoci. Il percorso si è concentrato principalmente sul tema delle piante (Erbario) per poi estendersi a quello degli animali (Bestiario).


L'ispirazione: dal Professor Revillod ad Albrecht Dürer

Tutto il nostro viaggio è partito dalle pagine di un libro straordinario: il "Bestiario fantastico del Professor Revillod" (testo di Miguel Murrugarren, illustrazioni di Javier Sáez Castán), un mirabolante almanacco della fauna mondiale che permette di comporre creature uniche sfogliando le pagine tagliate in tre sezioni. 

Questo approccio combinatorio ci ha subito fatto fare un salto indietro nel tempo, ricordandoci la celebre xilografia del 1515 di Albrecht Dürer: il Rinoceronte.

RINOCERONTE- ALBERT DURER -FONTE WIKIPEDIA

L'artista tedesco non aveva mai visto l'animale dal vivo; lo ricostruì basandosi solo su descrizioni e schizzi di seconda mano. Il risultato è una creatura straordinaria, avvolta in una corazza a piastre che ricorda un cavaliere medievale. Per secoli questa immagine è stata considerata dagli scienziati come la rappresentazione più fedele del rinoceronte: oggi la ammiriamo come un capolavoro assoluto di fantasia, precisione e curiosità per l'ignoto.

Ispirati da questi maestri dell'immaginazione, abbiamo aperto il nostro laboratorio in classe. Di seguito trovate la guida completa, i materiali e le istruzioni passo dopo passo per replicarlo.

Laboratorio d'Arte: Piante Mirabolanti e Animali Fantastici

A. Materiali Occorrenti

  • Foglio da disegno ruvido (formato personalizzato: 33 cm x 12 cm)
  • Riga e matita grafite
  • Tecnica pittorica a scelta (matite colorate, acquerelli, pennarelli, penna Bic, Trattopen, carboncino)
  • Ago da lana/ricamo
  • Filo nero, bianco e filati colorati
  • Cartoncini colorati per il supporto e anelli da rilegatura

B. Istruzioni Passo dopo Passo

FASE 1: Struttura e divisione del foglio

Prendete il foglio (33x12 cm) e dividetelo geometricamente in 6 parti: tracciate due linee verticali per creare 3 strisce da 11 cm ciascuna, e due linee orizzontali per dividerle in altezza (tre sezioni da 8 cm).

  • Nella prima striscia realizzeremo una pianta magica.
  • Nella seconda striscia un animale fantastico.
  • Nella terza striscia (per chi vuole strafare!) un elemento "erbanimaloso" (un mix ibrido tra pianta e animale).


FASE 2: Il disegno anatomico e botanico

Per guidare i ragazzi nella ricerca visiva, abbiamo utilizzato delle bacheche di riferimento su Pinterest

References per l'erbario magico

References per il bestiario fantastico

  • Per l'animale: Nella striscia tripartita disegnate in alto la testa (caratterizzandola con occhi, orecchie, capelli, occhiali, nasoni); al centro il corpo (con ali di pipistrello, d'angelo, zampe o braccia multiple); in basso i piedi, le zampe o la coda.
  • Per la pianta: In alto i rami, fiori o frutti incredibili; al centro il fusto (esile, rugoso, contorto); in basso le radici (curve, pelose, fitte).


FASE 3: Scrittura delle nomenclature fantastiche

Proprio come nel libro del Professor Revillod, ogni sezione ha la sua classificazione scientifico-fantastica in tre parti:

  1. NOME PROPRIO: In ogni terzo del disegno si scrive una sillaba in stampatello maiuscolo (alta 2 cm). Unendo le strisce nasceranno nomi incredibili (es. FRA-CI-NO).
  2. DENOMINAZIONE: Nel primo terzo si scrive in corsivo un aggettivo e il nome dell'essere (es. il bellissimo cervo o la spinosissima corolla).
  3. CARATTERISTICA: Nel secondo terzo si inserisce una descrizione anatomica (es. dalle ali stralunate o dal contorto fusto).
  4. PROVENIENZA: Nell'ultimo terzo si inventa una provenienza geografica, attingendo a luoghi misteriosi o della tradizione locale (es. dalle paludi di Oltremondo o dal borgo reale di Poggiumbricchio).

FASE 4: Studio del colore e delle texture

  • L'Erbario (In Bianco e Nero): Per le piante abbiamo scelto la restrizione cromatica del monocromo, concentrandoci sul chiaroscuro e sulle sfumature. I ragazzi hanno sperimentato liberamente con matite morbide, carboncino, penna Bic, Trattopen o acquerello monocromo. Questa scelta ha potenziato al massimo la resa delle texture superficiali.
  • Il Bestiario (A Colori): Per gli animali massima libertà espressiva con tecniche libere (pennarelli, matite, acquerelli) per dare sfogo alla vivacità della fauna fantastica.

FASE 5: Il Ricamo (Segni grafici con il filo)

Il ricamo è stato l'elemento di unione tattile del progetto:

  • Nell'Erbario: I ragazzi hanno scelto un singolo dettaglio della pianta in bianco e nero e lo hanno evidenziato ricamandolo con un filo colorato.
  • Nel Bestiario: Al contrario, sul disegno ricco di colori, il dettaglio è stato impreziosito da un ricamo grafico in filo bianco o nero.














DETTAGLI DEI RICAMI




           



FASE 6: Rilegatura ad anelli combinatoria

Ogni foglio è stato incollato su un cartoncino colorato più grande, lasciando un margine a sinistra per la perforazione. Abbiamo poi tagliato le tre sezioni orizzontali del disegno. Una volta uniti tutti i fogli con gli anelli, i ragazzi hanno potuto sfogliare e combinare le teste, i corpi e le zampe (o le radici e i fiori) creando infinite combinazioni di piante e animali mirabolanti!



giovedì 4 giugno 2026

ONE PAGER DIGITALE DI UN'OPERA D'ARTE: TEMPLATE MODIFICABILE E SCARICABILE PER STUDENTI



La slide sopra è già pronta e strutturata per l'analisi della tua opera d'arte.

  • Scarica e compila: Ti basta riempire i campi già pronti (dati, descrizione, collegamenti).

  • 100% Modificabile: Adattala al tuo percorso d'esame.

  • Tutto in una pagina

Inserisci i tuoi testi e la slide per il tuo esame orale è preparata!








GUIDA ALLA REALIZZAZIONE DEL PORTFOLIO DI ARTE PER GLI ESAMI DI TERZA(Opzione Veloce)


Se scegli questa opzione alternativa rispetto al portfolio classico (che trovi qui PORTFOLIO CLASSICO) , ecco di seguito la struttura di un portfoliocome  alternativa semplice e creativa per valorizzare i tuoi lavori in vista dell'esame 



Segui questi tre passaggi per preparare il portfolio:

1. La Cartella Porta Disegni (come personalizzare l'esterno)



Prendi una cartella porta disegni (cartoncino piegato di un colore a scelta) e personalizzala:
  • Decorazione: Decorala a tuo piacimento, dando spazio alla tua creatività.
  • Dati obbligatori sulla copertina: Scrivi chiaramente all'esterno:
  • Portfolio di Arte e Immagine
  • Nome e Cognome
  • Scuola
  • Classe
  • Anno Scolastico (A.S. 2025-2026)

2. Cosa inserire all'interno del portfolio di Arte (Il contenuto)

Non devi inserire tutti i lavori dell'anno, l'obiettivo è fare una selezione accurata:
  • I tuoi disegni preferiti: Scegli solo i lavori che ti piacciono di più o che ti sono riusciti meglio.
  • Elementi extra: Puoi arricchire le pagine inserendo appunti o dettagli presi dal quaderno, ad esempio usandoli sotto forma di collage.


3.  Il "One Pager" dell'opera d'arte connessa al tema d'esame

All'interno della cartella deve esserci il One Pager  una singola pagina di sintesi sull'opera d'arte  legata al tuo tema d'esame. Puoi realizzarlo in due modi:



martedì 19 maggio 2026

Mark Rothko a Firenze: Guida alla Mostra di Palazzo Strozzi per Ragazzi


Scarica qui la guida smart alla mostra per i ragazzi


Chi era Mark Rothko? 

Autoritratto 1936

Nato in Lettonia nel 1903 e poi emigrato negli Stati Uniti, Rothko è uno dei padri dell'Espressionismo Astratto americano. Ma a differenza del suo collega Jackson Pollock (quello che lanciava gocce di colore sulla tela), Rothko sceglie una strada diversa, più silenziosa e profonda. Non dipinge oggetti, case o persone, ma usa il colore puro per dare forma alle emozioni umane più grandi: la gioia, la tragedia, l'estasi e la solitudine.

Seguiamo il viaggio artistico proposto nella mostra Rothko a Firenze allestita a Palazzo Strozzi, sarete accompagnati dalle foto di dettagli dei dipinti che mi hanno colpito, da vicino sono incredibili! E’ una visione personale…andate a vedere la mostra per trovare i vostri dettagli preferiti!


L'inizio (Il fascino delle Avanguardie)

All'inizio della sua carriera, Rothko non dipingeva ancora i famosi rettangoli. Negli anni '30 e '40 vediamo l’influenza delle Avanguardie europee, in particolare del Surrealismo. In questa fase i suoi quadri sono pieni di figure strane, che ricordano i miti antichi, i sogni e creature primordiali. Rothko cercava un modo per raccontare i segreti della mente umana e della storia, ma sentiva che le figure geometriche o i corpi umani gli stavano "stretti".

Due donne alla finestra

Ritratto di Mary

Untitled

Stanza a Karnak

Untitled

Il periodo di passaggio (I "Multiforms")

A un certo punto, la svolta. Rothko capisce che per esprimere le emozioni pure deve liberarsi di tutto il superfluo. Inizia così il suo periodo di transizione: le figure umane scompaiono e lasciano il posto a macchie di colore sfumate che fluttuano sulla tela. Questi quadri vengono chiamati Multiforms. È il momento in cui l'artista sperimenta, gioca con le trasparenze e capisce che il colore, da solo, ha un potere immenso.
Untitled 1948
Untitled

I "Color Field" (I campi di colore)

Siamo negli anni '50 e Rothko arriva al suo stile definitivo, quello che lo ha reso immortale: il Color Field Painting (pittura a campi di colore). Immaginate tele gigantesche su cui fluttuano due o tre grandi rettangoli colorati dai bordi sfocati, quasi nebbiosi. I colori sembrano vibrare e muoversi.

Il trucco del quadro: Rothko stendeva strati sottilissimi di colore uno sopra l'altro (come veli trasparenti). Se vi avvicinate, noterete che lo sfondo sembra spingere in avanti il rettangolo, creando un effetto di luce magico e quasi ipnotico.


Rothko e l’Italia

Mark Rothko amava profondamente l’Italia, e i suoi viaggi nel nostro Paese hanno influenzato radicalmente la sua arte. In questa mostra potrete ammirare opere nate proprio dal fascino che alcuni luoghi italiani speciali hanno esercitato su di lui.

  1. Il vestibolo della Biblioteca Laurenziana di Michelangelo: Quando Rothko entrò in questo spazio progettato da Michelangelo a Firenze, rimase impressionato dal senso di compressione e dramma creato dalle pareti e dalle finte finestre sigillate. Rothko capì come lo spazio architettonico potesse racchiudere un'emozione. Da quel momento, decise che i suoi quadri dovevano diventare come "pareti" o "finestre" capaci di avvolgere completamente lo spettatore.
  2. Beato Angelico nel Convento di San Marco: Rothko visitò le celle dei frati affrescate da Beato Angelico nel '400. Rimase incantato da quella pittura così pura, luminosa e spirituale, fatta per la meditazione solitaria. Rothko voleva fare esattamente lo stesso: trasformare le sale dei musei in "celle moderne" dove le persone potessero sedersi, guardare i suoi colori e meditare in silenzio.
  3. Pompei e la Villa dei Misteri: nel 1959 Rothko visita Pompei e rimane letteralmente folgorato dagli affreschi della Villa dei Misteri. E’ colpito da quel particolare "rosso pompeiano", intenso, profondo, steso su grandi pareti che avvolgono chi entra nella stanza. Rothko dichiarerà di aver sempre cercato, inconsciamente, proprio quel tipo di legame profondo e quasi religioso tra la parete colorata e lo spettatore. Pompei gli diede la conferma che grandi campiture di colore potevano creare un uno spazio sacro e senza tempo.